Metodologie proattive ed integrate per il controllo e la riduzione del rischio in ambito chirurgico

///Metodologie proattive ed integrate per il controllo e la riduzione del rischio in ambito chirurgico
Metodologie proattive ed integrate per il controllo e la riduzione del rischio in ambito chirurgico2018-10-14T11:32:45+00:00

INTRODUZIONE

Non vi è giorno dell’anno in cui, in ogni singolo paese al mondo, non vi siano pazienti che si sottopongono a interventi chirurgici e ad altre procedure invasive per riparare una lesione, trattare una malattia e migliorare la qualità della propria vita. Alcune di queste procedure sono eseguite negli ospedali, mentre altre si svolgono nei centri di chirurgia ambulatoriale degli studi medici. Alcune procedure hanno luogo in sala operatoria, altre al letto del paziente e altre ancora sono eseguite nei contesti più disparati a seconda delle necessità imposte dalla situazione contingente.

Negli Stati Uniti, i chirurghi eseguono più di 50 milioni di interventi l’anno e ogni cittadino americano subisce una media di 7 interventi nel corso della propria vita.1 Le statistiche del 2004, pubblicate nel 2008, riferiscono che 1 abitante su 25 di questo pianeta è sottoposto a intervento chirurgico e con ogni probabilità, nel frattempo, quel numero è già cresciuto.2 Il totale degli interventi chirurgici eseguiti in tutto il mondo ha superato il numero totale delle nascite globali.1 Anche i rischi associati alla chirurgia sono aumentati: la probabilità di morire come conseguenza di una procedura chirurgica è da 10 a 100 volte maggiore della probabilità di morire come conseguenza di un parto.

Negli Stati Uniti, quasi 150.000 persone muoiono ogni anno a seguito di intervento chirurgico.1 Su ogni 100 pazienti ricoverati in ospedale per essere sottoposti a intervento chirurgico, 25 vanno incontro a complicanze e addirittura 5 di questi possono andare incontro alla morte a causa di queste complicanze.3 Nel mondo, i rischi associati alla chirurgia lasciano dietro di sé un’eredità pari ad almeno sette milioni di nuovi disabili e un milione di morti ogni anno, un livello di danno pari quasi a quello provocato dalla malaria e dalla tubercolosi.

L’errore chirurgico è una tipologia di errore comune in ambito sanitario. Nei paesi industrializzati, quasi la metà di tutti gli eventi avversi su pazienti ricoverati riguarda l’assistenza chirurgica.3 Negli Stati Uniti, gli errori correlati alla chirurgia sono secondi soltanto agli errori di terapia farmacologica in quanto causa più frequente di decesso attribuibile ad errore nelle organizzazioni sanitarie.

Molte organizzazioni si sono dotate di programmi per la gestione della sicurezza delle cure farmacologiche allo scopo di arginare i rischi e di ridurre gli errori associati alle terapie farmacologiche. Eppure le organizzazioni sanitarie non sono sempre altrettanto solerti nel migliorare la sicurezza in ambito operatorio nonostante il suo contributo significativo alla sostenibilità finanziaria di un’organizzazione sanitaria, tant’è che i principi cardine della sicurezza in chirurgia (come l’igiene delle mani, la conta delle garze e l’etichettatura dei farmaci sul campo operatorio) sono applicati in modo disomogeneo perfino nelle strutture più all’avanguardia.

La buona notizia sugli errori in chirurgia e nelle altre procedure invasive è che gli errori sono, per la maggior parte, prevenibili. Tuttavia, per prevenire gli errori in modo tangibile e concreto non basta soltanto parlare dell’importanza della sicurezza. Così come mettere una benda su un’incisione chirurgica non aiuterà a guarire la ferita, chiedere ai professionisti sanitari di “fare più attenzione alla sicurezza” o di “metterci più impegno” non servirà a prevenire gli errori chirurgici. A onor del vero, non esiste un unico rimedio che possa migliorare la sicurezza nell’ambiente operatorio. Al contrario, è necessario adottare un approccio sistematico e collaborativo che coinvolga tutti i componenti dell’equipe chirurgica. Si tratta di un approccio che richiede il supporto della leadership e che trae giovamento dal coinvolgimento diretto del paziente e/o di chi ne fa le veci.Nel percorso del paziente chirurgico è essenziale che i professionisti coinvolti possano riferirsi con costanza e fiducia ad una leadership in possesso di sicure capacità di organizzazione, attenta alle performance individuali così come del team nel suo complesso, naturalmente predisposta ad accettare i propri punti deboli come un’occasione per innescare e mantenere nel tempo un piano di miglioramento.

Il chirurgo, l’anestesista, l’infermiere di sala operatoria hanno infatti responsabilità importanti e una buona organizzazione può aiutare tutti a svolgere al meglio il proprio lavoro.


OBIETTIVI FORMATIVI

L’obiettivo del corso è quello di approfondire le modalità organizzative atte a migliorare le performance qualitative in sala operatoria e i criteri in base ai quali tradurre gli outcome per il paziente chirurgico. Il taglio volutamente direzionale si focalizza sulla trasmissione di spunti di riflessione in relazione ad aspetti di integrazione tra i processi di cura, quelli di qualità e quelli di rischio clinico per indirizzare i comportamenti degli operatori verso le migliori prassi nazionali ed internazionali. Le principali tematiche trattate saranno la qualità e la sicurezza rispetto ai bisogni e alla necessità di cambiamento nell’ambito dei possibili scenari futuri, prima; la gestione del rischio clinico contestualizzata all’interno del panorama anestesiologico e del lavoro in team in direzione di un miglioramento delle performance e della sicurezza in sala operatoria, poi. Il tutto imperniato rispetto ad un unico filo conduttore: la definizione degli standard e l’approccio metodologico Joint Commission International.

La metodologia didattica è di tipo attivo volta a favorire il confronto e la partecipazione in aula. E’ prevista l’alternanza di contributi teorici e di esperienze pratiche. Questo approccio si avvale delle esperienze sviluppate dagli esperti di Progea e dalla rete di esperienze internazionali di Joint Commission International.


TARGET

Il corso è rivolto a tutti i professionisti a cui sono affidate responsabilità gestionali in sala operatoria come chirurghi, anestesisti e coordinatori del blocco operatorio. Inoltre, è altresì rivolto ai Direttori Sanitari e ai Direttori di Presidio Ospedaliero e a coloro che all’interno dell’ufficio Qualità e gestione del rischio presidiano queste importanti funzioni.


DURATA

1 giorno


DOCENTI

Fanno parte del Team Progea e hanno sviluppato particolari ed importanti esperienze in questo settore